#noncelapossofare, incastri di lavoro e altre storie

Continua la saga dei nostri #noncelapossofare iniziata qui  col contributo anche dei commenti delle care lettrici.



Atto settimo. E’ uscito un altro concorso, l’ennesima speranza di avere quel lavoro a tempo indeterminato tanto sperato. Cosa c’è da fare? Semplice, studiare 12 materie (due delle quali lontane dalla mia esperienza di educatrice, nella fattispecie legislazione e igiene e profilassi delle malattie infettive, all’università ho fatto degli esami ma sono materie che cambiano col tempo=studiare tutto da zero). Una prova scritta preselettiva, a cui ne seguono altre due di indirizzo e di inglese,un prova orale. Tempo a disposizione? Tre settimane continuando a lavorare, ad accudire la casa e la famiglia. Quando studio??? #noncelapossofare

Atto ottavo. Sento un lieve dolorino alla gola, vabbè sarà lo sbalzo termico degli ultimi giorni..niente di che. Finisco di lavorare, sistemo casa, preparo cena, gioco col bambino e andiamo a letto. Ore 4 del mattino: mi sveglio con dolori lancinanti all’orecchio e alla gola. Arranco fino al bagno, mi lavo e mi vesto:corro dalla guardia medica (ragazzo giovanissimo e bravissimo che se la dormiva beato). Cortisone e antibiotico per una settimana, niente febbre=può continuare tutto come prima. Lavoro,casa ecc ecc..ho dolori dappertutto mi sento come se fossi stata investita da un tir, ho le occhiaie nere  da far invidia ad un panda, vago sconvolta fra lavoro e casa sognando di poter stare a letto. #noncelapossofare.

Atto nono. Lavoro precario=non fare mai programmi,tipo avere la malaugurata idea di andare dall’estetista. Un buono regalato per fare la pulizia e massaggio del viso, quello che ci vuole dopo una settimana in cui ho ingurgitato medicine come fossero caramelle. Prendo l’appuntamento. Passano 5 minuti e mi chiamano per una supplenza di una settimana con relative riunioni che ovviamente coincide anche con l’orario dell’appuntamento dall’estetista. Ok,rimando. Passa la settimana, ci riprovo. Accade la stessa cosa della volta precedente, penso che l’estetista al secondo annullamento dell’appuntamento mi abbia lanciato una maledizione,giustamente. #noncelapossofare.
Atto decimo. A casa le pulizie sono rimaste indietro, anche le lavatrici..faccio tutto insieme e ci aggiungo anche la preparazione della cena. Ho tutto sotto controllo, la cottura è giusta, spengo e continuo con i panni lavati da stendere. All’improvviso mi raggiunge un odorino di bruciato, che penetra nelle narici e arriva al cervello: "Oddio, ma i fornelli li avevo spenti??""Certo",mi dico..ma l’odore persiste. Con la consapevolezza di averla fatta grossa corro in cucina. I fornelli erano tutti spenti, meno uno impostato sul minimo della fiamma. Lei,lentamente aveva portato a compimento un’opera che avevo cominciato io:addio cena. 
Ordiniamo le pizze.#noncelapossofare.

Questo post partecipa all'iniziativa lanciata da Mamma al cubo che accoglie nel suo blog i contributi relativi a #noncelapossofare

Francy
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4 commenti

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25 aprile 2014 22:36 ×

Sei un pozzo senza fine! Certe volte nemmeno gli sceneggiatori più bravi riuscirebbero a inventarne di così ;-P

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lu v
admin
26 aprile 2014 09:10 ×

Ahahah concordo!!!

Ragazze, vi avrei assegnato un premio, spero vi faccia piacere.Potete ritirarlo sul mio blog quando volete!!

Baci baci

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27 aprile 2014 01:35 ×

Spesso la vita quotidiana è la miglior sceneggiatura possibile ma non ce ne accorgiamo.Quasi quasi mi faccio strutturare :-D Francy

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27 aprile 2014 01:37 ×

Ops..scritturare..non strutturare. :)

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