Certe volte...

...ma anche spesso...mi capita di dire a mia figlia "Si ti sento...Non alzare la voce!"
E mentre lo dico mi rendo conto... Che sto urlando!!!

Quante volte diciamo ai nostri bimbi "Non c'è bisogno di gridare, si chiede con gentilezza, ti sento non importa che urli ecc ecc??"
Sicuramente un'infinità!

I bambini a volte hanno bisogno di urlare per farsi sentire, per attirare l'attenzione, per sentire fino a che punto arrivi la loro voce...
"Certe volte mi metto a gridare forte in mezzo alla sala. Così si accorgono che ci sono" - tenete in mente questa frase, dopo capirete dove l'ho letta!

Noi il più delle volte perdiamo la pazienza, non ci capacitiamo di questi modi, pretendiamo educazione e discernimento, ci lamentiamo quando parliamo con le amiche mamme, non ne possiamo più...
...ma siamo sicure che noi non facciamo lo stesso con i nostri figli?
Siamo proprio sicure che noi non gridiamo mai, che siamo sempre pazienti e dolci?


Io parlo per me e ammetto di non esserne tanto sicura. Non sono perfetta e mi dispiace. Ritengo che a volte sia davvero difficile non arrabbiarsi e gridare, soprattutto se mi sto per prendere un colpo perché la mia bimbuzza per es. salta sul letto o dopo averla richiamata già mille volte per una determinata cosa e lei non mi ascolta.

Mi ha molto confortato leggere quello che hanno scritto due psicologhe e psicoterapeute, Francesca Broccoli e Alba Marcoli, citate in un post di Stefania Medetti su d.repubblica.it :

«Un episodio singolo o episodi sporadici di rabbia sono assolutamente normali e possibili in qualunque donna, anche nelle madri più dedicate» ...«Un momento di rabbia non può determinare problemi di per sé, soprattutto se al bambino è comprensibile il motivo scatenante, se la reazione è proporzionata all'evento e se sa cosa aspettarsi dal genitore» (F. Broccoli);

Marcoli invita a essere comprensive con se stesse: «Culturalmente, non siamo portati ad accettare l’idea dell’ambivalenza e, quindi, facciamo fatica a relazionarci con i sentimenti che genera».
E poi, soprattutto, occorre abbandonare l’idea di mamma perfetta che, nei mesi dell’attesa, ci siamo costruite.
«La perfezione non esiste e va bene così», conclude Marcoli. «Perché è proprio la caduta dell’idealizzazione che rende la relazione fra madre e figlio vera e matura».

Nonostante tali rassicurazioni su "la mamma perfetta non esiste", io tento e mi riprometto sempre di non arrabbiarmi e seguire un approccio basato sul dialogo e la dolcezza.
Probabilmente quello che conta di più, per farsi ascoltare dai bambini, è la credibilità e la fermezza con cui gli diciamo di fare o non fare qualcosa. Peggio sarebbe se dicessimo, sbraitando, di non fare una determinata cosa e poi lasciare che continuino!

Certe volte è come se pretendessimo che i nostri figli si comportassero già come gli adulti,  che sapessero in maniera innata cosa sia giusto o sbagliato, che non sporcassero a terra, che mettessero a posto i giochi senza che nessuno glielo dicesse, che mangiassero tutto agli orari giusti, ecc...

I bambini inoltre fanno le cose proprio a posta, per esprimere un disagio non riescono, giustamente, a dirlo chiamando la mamma o il papà in un angolino. Lo dimostrano col capriccio, con il broncio, facendo tutto l'opposto di quello che gli si dice.


Ho deciso, inoltre, di scrivere questo post, che in qualche modo è anche recensione, dopo aver letto il libro di Luigi Ballerini "Certe volte" - Motta Junior 2014, e che mia ha scatenato ulteriori riflessioni su questo tema.



Ammetto che per mia figlia 3enne è ancora un po' complicato, ma non per me:) Esprime in poche e semplici parole quello che ho in qualche modo rimuginato prima:
"...se mi parlano bene io ascolto volentieri...e se si siedono a vedere un cartone con me possiamo stare insieme in sala mangiando i pop corn..."

Di contro la frase citata prima "Certe volte mi metto a gridare forte in mezzo alla sala. Così si accorgono che ci sono".

Queste sono solo alcune delle frasi dette dal bambino-protagonista del libro, che mettono in luce l'importanza e la necessità per i genitori di ascoltare anche le grida del proprio figlio, sentire gli stati d'animo che non riesce ad esprimere a parole e comunicare con lui, sempre e ovunque.

"Certe volte basta una carezza o abbassare il tono della voce per far sì che un bambino si senta a proprio agio, basta non dimenticarsi che loro sono sensibili a ogni cambiamento d'umore. Così, se si trova il modo di passare un pomeriggio insieme, guardando un film o facendo dei disegni, allora si ritrova la calma e anche il più terribile dei capricci avrà fine. In fondo, basta poco sia ai grandi sia ai piccini, per essere contenti e dimenticare le paure". 

Vivy
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7 commenti

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koko pi
admin
8 aprile 2014 22:58 ×

Vi ho sfidate a colpi di poesia! Qui: http://ordinata-mente.blogspot.it/2014/04/una-sfida-colpi-di-poesia.html ^_^

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9 aprile 2014 09:03 ×

E'vero...io cerco di non gridare, perché non è nella mia indole e quando fa i capricci cerco di parlargli normalmente x tranquillizzarlo, ma quando invece va nei pericoli, probabilmente x paura che si faccia male, alzo la voce. Ma in pubblico mai! Come dici giustamente tu, non lo mortificherei mai!

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Anonimo
admin
9 aprile 2014 12:58 ×

Grazie Viviana, per l'ennesima volta, dico: ci proverò!
Emiliana

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cristina R.
admin
9 aprile 2014 15:59 ×

un piacere leggere i tuoi post
xx
http://sofiscloset.blogspot.it/

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11 aprile 2014 07:34 ×

Ci sono giorni in cui m'impegno a non gridare mai e, se ci riesco, in effetti mi sento molto meglio! Il mio quattrenne poi, quando urlo, mi dice calmo "Mamma, stai tranquilla, non c'è bisogno di urlare. E non mi piace quando gridi". I migliori maestri, i nostri bambini! ;-)

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30 maggio 2014 17:21 ×

Questo post me lo ero perso e invece valeva la pena di leggerlo!
io ho ancora molto da imparare, però ci provo..chissà che con il tempo non riesca ad abbassare la voce più spesso ed a essere più sensibile.
In pubblico, però, sono d'accordo con te: certe insistenze e sgridate sono esagerate e spesso sono fatte più per far vedere agli altri genitori che noi abbiamo delle regole e ci imponiamo che per ottenere effettiva "obbedienza" e così facendo mortifichiamo i bambini e facciamo comunque una magra figura (perchè tanto alla fine scoppiano in lacrime e NON mangiano nulla, vero?).

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Flavia Eriel
admin
1 giugno 2014 16:56 ×

fantastico! foto meravigliose
buona domenica!
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