Una nuvola drago. Ma quanta fretta abbiamo, mamme?


Autore Guido Quarzo, illustrazioni Febe Sillani - Il leone verde 2016

Arrivata all'ultima pagina di questo albo, consigliato dalla nostra libraria di fiducia di Prato (Il paese dei Baobab di cui vi abbiamo più volte parlato), ho provato una forte commozione. Non potevo lasciarlo lì sul tavolo, in mezzo agli altri mille libri che avrei voluto comprare.

"Non avere fretta, ascolta di più e non lasciarti sfuggire l'immaginazione della tua bambina. Un giorno ti mancherà! 

Il protagonista della storia mi ha subito ricordato bimbuzza, grande amante dei giochi in cui può sprigionare la fantasia. La sera a volte, prima di dormire, mi zittisce dicendomi: Mamma non parlare se no non ho tempo di fare i sogni (cioè di immaginarsi le storie:))

Ok, libro preso e portato a casa. Ovviamente.

La storia di questo bellissimo albo, inoltre, mi ha aiutata a valutare e a decidere se e quali attività extra scolastiche far seguire a mia figlia.
Ve lo racconto così capite perché;)



Federico ama inventare e immaginare storie dove lui, protagonista, deve sconfiggere un drago...solo che non ha mai tempo! Sul più bello arriva sempre qualcuno che lo distoglie dalla sua fantasia e gli mette fretta: la maestra e i compagni a scuola, la mamma a casa e i tantissimi impegni come nuoto, musica, inglese, palestra, pittura, un po' di TV e video giochi. Insomma...Federico non ha mai tempo di stare solo e in pace con la sua fantasia!


"...vorrebbe che la mamma fermasse l'auto e gli dicesse - Niente nuoto, oggi giochiamo che tu eri un ammazza draghi! E invece la mamma dice: - dai, sbrigati e non farti aspettare quando finisce la lezione!"

A casa, mentre aiuta la mamma ad apparecchiare la tavola, si diverte a immaginare il suo drago nascosto nei posti più strani e la sera, a letto, si addormenta subito tanto che il drago si affaccia a stento nei suoi pensieri. 



Una mattina, mentre la mamma lo accompagna a scuola, si accorge di una nuvola che ha le sembianze proprio del suo drago. Che peccato non ha mai tempo per la sua storia, nemmeno 5 minuti!
La mamma si incuriosisce e chiede di raccontargliela.

Ecco che tutto si ferma intorno a lui: si fermano il traffico, le nuvole, anche il tempo mentre lui racconta finalmente la storia del suo drago alla mamma.



Nel frattempo la nuvola sembra trasformarsi da drago a strega: se ne accorge anche la mamma che, prima di lasciarlo a scuola, ancora scossa dalla fantasia del bambino, chiede: "credi ci sia posto per una strega nella tua storia?"

Ma certo, risponde Federico.


"Allora, quando uscirai da scuola andremo al parco a raccontarci tante storie di streghe e draghi!"

Immaginate la felicità di Federico!? 

Ora capite perché questo libro mi ha commossa? 
Spesso noi genitori ci affanniamo per riempire "i tempi morti" dei nostri figli, con attività, sport, eventi e qualsiasi cosa possa impegnarli fuori casa. A volte crediamo che i nostri bisogni siano anche i loro, e invece dovremmo ascoltare di più quello che i nostri bambini ci comunicano. 

Mia figlia, leggendo la storia di Federico, mi ha detto: "Ha ragione, mamma. Voi grandi avete sempre fretta!"

Come fare? Intanto ho cercato di capire quali attività extra scolastiche mia figlia vuole realmente seguire, mettendo in conto che certi entusiasmi iniziali potrebbero anche svanire. E poi vorrei riuscire a non dire più "dai, muoviti è tardi, facciamo presto..." anche se so già che sarà difficilissimo.

Non sembra anche a voi di correre troppo? Che ne pensate?

Vivy
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3 commenti

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16 settembre 2016 00:20 ×

Hai certamente ragione: sto riflettendo sulle stesse cose anche io in questo periodo. Credo che seguirò il tuo consiglio e andrò a cercarlo in libreria. Grazie!

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16 settembre 2016 13:01 ×

Wow! Che bello, lo metto subito nella wishlist!grazie per il consiglio

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Silvia
admin
18 settembre 2016 22:59 ×

Ciao Vivy,
ti ho trovata su twitter mentre pasticcio col mio blog neonato informaticamente incasinato e sono venuta a curiosare.
Questa faccenda della fretta è ciò su cui più rifletto da qualche tempo. Ho sempre fretta e mille cose da fare. Ho aggiunto un blog a una vita già piena, dicendomi che così un giorno sarà un lavoro che mi permetterà di stare di più coi miei figli quando lascerò il mio lavoro di redattrice. Non so se sarà così e mi sento spesso in colpa.
Una cosa l'ho fatta però, per cambiare un po' le cose. La mattina ci svegliamo un po' prima, parcheggio più lontano e passo più tempo coi miei figli. A piedi, io e Bibi portiamo Becky a scuola. La salutiamo e, a piedi, facciamo una passeggiata fino all'asilo dove ci salutiamo. Sembra poco, ma mi rende molto felice. Cercherò di fare tanti altri piccoli passetti in questo senso.
A presto!
Silvia www.sognavocarriebradshaw.com

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