La casa che non si dimentica: Via Marsala

Confesso che la bozza di questo post si trovava tra le note del mio cellulare da agosto 2015. Per un anno intero ho letto "Via Marsala" scorrendo gli appunti, ma non ho mai trovato il momento o sentito l'ispirazione giusta per approfondire tutto quello che provo per "quella via".
Cosa stavo aspettando? E cosa è successo adesso che ho deciso di parlarne?

Già l'anno scorso, in occasione delle mie vacanze in Sicilia, sono passata da lì, dalla casa in cui sono nata e cresciuta fino a 23 anni, prima che i miei decidessero di cambiarla per una ancora più grande e in una zona completamente diversa. Per fortuna senza venderla, ma mettendola in affitto. In quell'occasione ho potuto vederla solo da fuori perché occupata dagli inquilini.
Ora è libera, finalmente svuotata da chi l'ha vissuta senza rispetto né per le cose né per le persone (ma questo è un altro discorso e non è quello di cui vi voglio parlare) e ho quindi riaperto la sua porta.


Via Marsala.
Quando sogno Siracusa, sogno di essere in quella casa e in quella dei miei nonni sullo stesso pianerottolo.
È lì che sono nata e cresciuta; è lì che ho vissuto gli anni più importanti nella mia città natale. Tutti i ricordi della mia infanzia e adolescenza sono custoditi tra quelle mura impregnate, in ogni centimetro, delle nostre voci, dei pianti, delle risate e anche delle paure più grandi.

Lì c'è stato tutto il mio mondo, per 23 anni, e tra alti e bassi posso dire che sono stati gli anni più belli e importanti della mia vita con la mia famiglia. 

Ricordo tante cose di me piccola in quella casa: io che non volevo andare all'asilo e aspettavo piangendo il pulmino, affacciata al balcone con mia madre; la sedia a dondolo nella camera dei miei dove spesso stavo e dove mia madre una volta, disperata dai miei capricci, poggiò la valigia di Minnie piena dei miei vestiti per il collegio (mi minacciava spesso); la terrazza/cortile dove giocavo da mattina a sera soprattutto d'estate; i giorni di pioggia che guardavo seduta davanti alla finestra; i pomeriggi pieni di ragazzini nello studio di mia madre per le lezioni private; le domeniche e le feste tutti insieme dai nonni...anche se noi nipoti ci stavamo praticamente sempre, saltando la ringhiera dalla terrazza o lasciando direttamente aperte le porte sullo stesso pianerottolo.

Erano altri tempi, soprattutto era un altro mondo per cui da piccolissima (a 5 anni) andavo già a comprare il pane da sola, nella bottega all'angolo, mentre mia madre mi guardava dal balcone, o andavo da mia zia nella stradina vicina. Io e mio fratello scendevamo spesso al negozio di giocattoli per "guardarli" o andavamo a comprare le Big Babol al tabacchino di fronte. Ci conoscevamo tutti, sia nel palazzo (di 5 piani) sia lì intorno: a me piaceva guardare le case degli altri, scrutandole dalle finestre basse o dai balconi.

Avevo tanti vicini di casa con cui giocare: ci chiamavano dai rispettivi terrazzi e passavamo tante ore insieme anche solo a parlare. 

E' lì che abbiamo vissuto il violentissimo terremoto del 1990, che mi ha svegliata nel cuore della notte (ovvio no? Era l'1.24 del 13 dicembre, il giorno di Santa Lucia) con un boato terrificante di 45 secondi che non dimenticherò mai, mentre vedevo oscillare all'impazzata il mio lampadario con la pantera rosa attaccata. Non ho dormito per mesi. 

È lì che sono diventata signorina e ho iniziato a provare i primi amori, a uscire con la comitiva e a ricevere le visite dei ragazzetti che frequentavo.

E' lì che ho festeggiato i miei più bei compleanni (eh beh le feste prima si facevano in casa!) nella mia grande terrazza all'aperto dato che sono nata d'estate. 

È lì che ho vissuto la nascita di mio fratello (a 4 anni) e di mia sorella (a 14). 

Potrei continuare all'infinito
E quando due settimane fa mi sono trovata tra quelle mura, dopo 15 anni, ho provato un'emozione fortissima, tanto che ho deciso di parlare di lei, di una casa che spero di poter vivere ancora in futuro
Chissà!?

Vivy 

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6 commenti

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7 settembre 2016 06:07 ×

La casa in cui si è cresciuti non si dimentica. Mi hai fatto emozionare.
ti abbraccio
Francesca

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7 settembre 2016 10:53 ×

@fenice Tu non ci crederai...ma l'ho sognata anche stanotte e pure i miei nonni...
Vy

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7 settembre 2016 12:14 ×

Vy mi è venuta la pelle d'oca, quanto darei per poter entrare anche solo per cinque minuti a casa dei nonni e sedermi nel vostro terrazzo dove da piccole giocavamo.. Grazie per questa emozione! ❤

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7 settembre 2016 12:14 ×

Vy mi è venuta la pelle d'oca, quanto darei per poter entrare anche solo per cinque minuti a casa dei nonni e sedermi nel vostro terrazzo dove da piccole giocavamo.. Grazie per questa emozione! ❤

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7 settembre 2016 14:18 ×

@chiara...tranquilla...che presto ci torniamo insieme. Ormai è libera e sarà tutta per noi:)))
che ridere...tu e dily da piccole in quella terrazza!!!!
Vy

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7 settembre 2016 23:03 ×

Le case del cuore sono quelle dov'è siamo stati felici e dov'è rimasto un po di noi...

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