Che papà speciale è il Gruffalò!

 "Ancora! Ancora! Ancora!"
In questi giorni la lettura prescelta, chiesta e richiesta dal mio bambino, è un grande classico: “Il Gruffalò e la sua piccolina”. E' il seguito de “Il Gruffalò”, l’adorabile mostro creato da Julia Donaldson e Axel Scheffler, in Italia pubblicato da Emmeedizioni (anche in elegante cofanetto che contiene entrambi i racconti).

La trama
Il “Il Gruffalò e la sua piccolina” narra la storia della figlia del Gruffalò che una notte, mentre il suo papà dorme, decide di sfidare coraggiosamente la sorte andando a cercare quel Topo Tremendo che tutti gli abitanti del bosco temono.
Seguendo diverse tracce, quasi tutte sbagliate, alla fine incontra un topino molto diverso dal leggendario Topo tremendo descrittole da papà Gruffalò. 
È un piccolo topo, sarebbe un bocconcino buono da sgranocchiare con la nutella. Ma la piccola, per quanto coraggiosa, somiglia per ingenuità al suo papà e invece di mangiare il topino finisce per credere alle sue bugie. Il topo, con l’aiuto di un gioco d’ombre della luna, spaventa la piccola Gruffalò che scappa via e fa ritorno nelle braccia del suo papà.


Per il mio bambino questo libro è:

-        coinvolgente musicalità del racconto in rima, scandito da sequenze simili in cui si alternano animali diversi, come nel primo libro “Il gruffalò”;

-        immagini buffe, espressive, ricche di particolari da scoprire;

-       è il gioco di “indovinare le tracce”: di chi saranno le impronte che pagina dopo pagina individua la piccola Gruffalò sul sentiero innevato?

-        una notte che non fa paura, anche se caratterizzata da gelo e vento ululante perché è una notte popolata da animali pacifici e illuminata da colori brillanti;

-        l’identificazione con la piccola curiosa che, per assecondare il proprio bisogno di conoscenza, disattende gli avvertimenti del papà.

Per me questo libro è soprattutto l'esaltazione di una paternità affettuosa, impastata di sincerità e vicinanza.

Con due sole immagini, gli autori rendono questo papà brutto e tontolone un modello di tenerezza.

Prima immagine
Il Gruffalò racconta un’esperienza di vita alla figlia per metterla in guardia da eventuali pericoli. Nessun tono paternalistico, imperativo o minaccioso. Il Gruffalò confida alla sua bambina di aver avuto paura un giorno del Topo tremendo e la mette in guardia dal pericolo. 
Lo fa – vorrei sottolineare il gestotenendola sulle sue gambe, in un rassicurante contatto fisico.

Seconda immagine
Il gruffalò dorme abbracciato alla sua figliola, in un gesto di protezione naturale e caldo come il focherello che scoppietta accanto a loro. 
Non esagero nel dire che è una delle mie immagini preferite di co-sleeping!




"Meglio dormire, finché si può, nel caldo abbraccio di papà Gruffalò."

Con questa frase, secondo me, gli autori hanno dato voce a tutti i bambini del mondo! 


Buona lettura e buona tenera festa del papà!

Ketty

P.S. Gli amici di Prato e dintorni troveranno il libro presso la libreria Il paese dei baobab
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