Chiacchiere sul metodo di studio dei nostri figli

post di Ketty



Ieri chiacchieravo con altre amiche mamme sul metodo di studio adottato dai nostri figli che hanno un’età compresa fra 10 e 13 anni.

Alcune raccontavano con stupore che i propri figlio ottengono ottimi voti pur non ripetendo mai le lezioni ad alta voce in fase di studio.

E pensare – ci dicevamo nella nostalgia della gioventù – che noi abbiamo studiato ad alta voce libri su libri, anche quando frequentavamo l’università!”. Ripetevamo spesso registrando la nostra voce sulle musicassette che poi riascoltavamo la sera, con le cuffie alle orecchie, prima di dormire o PER dormire. 

Poi ripetevamo tomi interi alla presenza delle nostre pazienti mamme. 

Io, per esempio, ossessionai mia madre, maestra di scuola elementare, nel periodo di preparazione di diritto commerciale. Come poteva interessarle l’argomento “versamento del capitale sociale in una società per azioni”? Mentre mi ascoltava (o faceva finta) sembrava persino interessata ma poi capii che mi usava, per l’appunto, per conciliarle il sonno.

Un’amica ci ha riferito, un po' contrariata, che a scuola le maestre di sua figlia preferiscono le verifiche scritte a risposta multipla alle interrogazioni...

Sembra, inoltre, che molte insegnanti non pretendano dai ragazzi di organizzare un discorso intero su un argomento ma solo di essere pronti a rispondere a domande puntuali.

In molti casi a scuola gli insegnanti propongono le “mappe concettuali”, in altri si limitano a far sottolineare i concetti più importanti del paragrafo.

Questa chiacchierata fra mamme mi ha spinto a riparlare del metodo di studio con mia figlia Sara (10 anni) e cominciare a parlarne con Leonardo (7 anni). 

Non sono un'esperta, posso trasmettere ai miei figli solo i frutti della mia esperienza scolastica positiva.

I TRE SENSI PER STUDIARE

Secondo me e mia figlia bisogna studiare con l'ausilio di almeno tre sensi:

1)     * con la VISTA: gli schemi e le mappe concettuali sono fondamentali, stimolano la memoria visiva e la capacità di sintesi;

2)     * con l’UDITO: ascoltarsi o farsi ascoltare aiuta a sviluppare chiarezza nell’esposizione e accuratezza del linguaggio;

3)     * con il TATTO: manipolare materiali e riprodurre con le mani le immagini e i concetti, serve a farne esperienza; scrivere più volte (e non solo leggere) le parole e i concetti difficili, aiuta molto a memorizzarli e guadagnarne padronanza. 

STUDIARE DA SOLI O CON I COMPAGNI?

Un’altra domanda da porsi è: meglio studiare da soli o con altri compagni di classe?

Secondo me più che un aut – aut deve essere un et-et

Studiare in compagnia è arricchente dal punto di vista dell’apprendimento perché comporta scambio e integrazione di conoscenze ed emozioni

Lo studio personale è, però, la base imprescindibile e fondamentale perché sia nella fase dello studio che in quella della verifica lo studente è chiamato a misurarsi con se stesso, con la propria abilità a concentrarsi e impegnarsi.

L'AMBIENTE

Io ho sempre preferito studiare nella mia stanza, a porta chiusa, senza alcuna interferenza esterna, al massimo con un po' di musica classica in sottofondo (quanti esami universitari ho preparato con le sinfonie di Beethoven nelle orecchie) ma noto che per i miei figli il silenzio non è essenziale, riescono a concentrarsi anche con altre persone rumorose presenti. 

LO STATO D'ANIMO DELLO STUDENTE

Per studiare bisogna essere sereni. Ricordo quei pomeriggi da adolescente in cui i tumulti del cuore mi distraevano dai libri. Per questo motivo, quando noto che i miei bambini sono nervosi per un motivo qualunque,  suggerisco loro di calmarsi in qualche modo (una passeggiata, un gioco, un abbraccio ecc.) prima di mettersi a studiare.

E voi che ne pensate?

Ketty

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